Il Castello

LA GHIACCIAIA
Da antichi istrumenti risulta che il Castello di Montanaro, nel secolo XIX acquistato dai Frola, già in degrado, era pressoché disabitato, tranne alcune stanze dietro il sito delleprigioni e della zecca, abitate da famiglie poverissime tra le quali, dal 1872 al 1877, pure quella del nostro poeta Giovanni Cena che ne fa cenno un suo romanzo, mai pubblicato, intitolato: “La ghiacciaia”. Il sito a notte del Castello viene descritto nelle antiche perizie ”cinto da mura all’intorno con porte grandi verso la strada di Foglizzo e verso la regione di Moncucco, con portina piccola verso l’antica porta del Molino che chiudeva il paese all’altezza della corsera, con pergolati di viti contro il muro di cinta a ponente, con alberi da frutto verso il lato a notte; nel sito coltivato parte a prato e, parte a giardino e parte a campo esistevano, in prossimità dell’abitazione esistevano due fosse per fare il ghiaccio ed unaghiacciaia in muratura della capacità di 4200 miriagrammo di ghiaccio. L’acqua di queste fosse e di questa ghiacciaia, scorrendo e filtrando attraverso il terreno, rendeva umide e “sempre biancicanti di salnitro” i muri delle vicine, misere stanze che ospitavano quelle povere famiglie.

Da una ricerca della Sig.ra Elvia Clara

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