La Biblioteca

da una lettera a Giuseppe Frola
13 gennaio 1910
Carissimo. ………… Ora ti scrivo per un’altra faccenda. Tu vedi dai giornali che sviluppo vadano prendendo in Italia le biblioteche popolari. Perfino in Calabria e in Sicilia s’estende il movimento. Ora ricordi che a Montanaro c’era un piccolo nucleo di Biblioteca, anzi sulla porta della Scuola presso Santa Marta era scritto – non so se c’è ancora – a grossi caratteri “Biblioteca” …. Il nostro paese sarebbe dunque un precursore se avesse preso sul serio la cosa, ma credo che anche quel piccolo nucleo, ove erano, se ben ricordo, tutti i libri del De Amicis, Lessona, Verne, Figuier, sia scomparso. Occorrerebbe ricominciar da capo. Ora tu che hai tempo e sei poco lontano dal paese dovresti occupartene. lo ti aiuterei per quanto posso e potrei mandare mano a mano dei libri. Si potrebbe affidarne la cura a un maestro. Occorrerebbe trovare un locale con tavoli e banchi sufficienti a una trentina di persone, illuminazione, riscaldamento. Dal Consiglio Comunale ai privati tutti dovrebbero concorrere. Si farebbe anzitutto un catalogo affinché i libri non vadano dispersi. Si potrebbe cominciare con un nucleo d’un quattro o cinquecento libri che si potrebbero raccogliere facilmente, avendo cura di evitare l’ingombro, e rifiutare i libri inutili. lo potrei intanto dare gratis la Nuova Antologia. Occorrerebbe metter una piccola quota d’abbonamento, per es. 4 lire all’anno, da pagarsi in 2 o 4 rate, con diritto al prestito. lo vi metterei in relazione colla Federazione di Milano, che può procurar libri e rilegature a prezzi minimi. Cento abbonati si troveranno certo in tutto il paese, uomini e donne, e con 400 lire (locale, illuminazione, riscaldamento dovrebbe dadi il Comune) ci sarebbe da comprare così un buon numero di libri popolari, tecnici, professionali, e di buona lettura, all’anno.
Pensa a quest’idea e scrivimene qualcosa.
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Tuo Giovanni Cena

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