La tomba del poeta

Giovanni Cena si stava prodigando a Roma per i profughi di guerra serbi, quando una polmonite colpì il suo organismo già duramente provato dai continui strapazzi di quel rigido inverno; gli amici romani lo assistettero, ma, dopo pochi giorni di malattia, si spense la sera del 7 dicembre 1917, a soli 47 anni.

Il 9 dicembre fu tumulato nel Campo Verano; ampia fu la partecipazione di amici, autorità e contadini dell’ Agro Romano. Il 29 ottobre 1919 a Roma fu esumata la salma, per essere trasferita a Montanaro, dove giunse sabato l novembre e fu posta nella area insieme ai suoi genitori, con cerimonia semplice e austera.

Il l agosto 1927, con delibera n. 23 il podestà di Montanaro cav. uff. Luigi Minetti destinò il terreno nel cimitero per il monumento funerario in cui riposa Giovanni Cena. L’11 dicembre 1927 a Montanaro avvenne la celebrazione solenne del decennale della morte. Il monumento è una pregevole opera di Leonardo Bistolfi.

L’opera s’inquadra nella corrente del Simbolismo: nella parte sinistra mostra, incise le frasi del Bistolfi, nella parte destra è ricco di significati simbolici: ci sono tre volumi bronzei, due sono appoggiati su una corona d’alloro, omaggio al sapere dello scrittore, il terzo aperto è dentro una corona di spine, simboleggiando le sofferenze dell’Umanità ricadute sul capo di Cristo e le sofferenze umane narrate negli scritti del Cena.

Sulla base appoggia una corona composta per metà di alloro e per l’altra di foglie di quercia; lo scultore con queste ultime, ha voluto evidenziare la forza e la perseveranza dello scrittore nel portare avanti le sue attività umanitarie in favore degli indigenti. Il volto del Redentore rappresenta La Redenzione della Umanità.

  1. A. Giarratana e P. Lenzi (Canavèis, 30/2017)
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